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mercoledì 10 giugno 2015

La "Ines" ....



....e le sue dolcezze


La "Ines", se ne stava sempre seduta su quel muretto di pietre, tenute insieme non sapremo mai da che cosa, tanto erano vecchie.

Quelle pietre erano ciò che le restava del suo passato.....

Non c'era giorno, che piovesse o che il sole bruciasse a più non posso, che lei non fosse seduta lì. Un corpo esile, consumato dal tempo, quello stesso tempo che nostalgico le era scivolato addosso impietoso, smagrendola fino a renderle incerto persino il camminare, tanto era debole.

Ma c'era stato un tempo in cui, le sue mani minute e gentili, avevano operosamente lavorato.....tanto, persino troppo.

Mani veloci, mani eleganti, mani delicate....

La incontravo d'estate, quando in vacanza dalla scuola, accompagnavo la zia nell'unica pasticceria del paese.

E la potevi trovare, instancabilmente, sempre dietro al bancone di quella piccola e profumata Bottega, con il suo bel grembiule lindo e in una piccola tasca, sempre un fazzolettino azzurro con le sue iniziali ricamate.


Non c'era occasione in cui, con infinita generosità, lei non ti porgesse un pezzo di "Brazadela" (Ciambella in dialetto) o uno Zuccherino.

La zia, che ogni tanto cercava di farla arrabbiare, le diceva sempre che era inutile che cercasse di corrompere la nipote della "Nina", perché gli Zuccherini della nonna erano famosi in tutto il paesino per la loro bontà, ma lei imperterrita e per nulla impaurita, me ne porgeva sempre uno.

L'eleganza, la modestia e la dolcezza ....non mi ha mai chiesto quale fosse il migliore, non mi ha mai chiesto di scegliere, proprio un gran cuore.


Lei non voleva sfidare e soprattutto offendere nessuno,  con quel semplice e generoso gesto, lei condivideva le sue scelte di vita, quelle scelte che l'avevano portata a continuare il faticoso lavoro dei suoi genitori, perché nulla andasse perduto, perché tutto si potesse tramandare.

Il suo unico scopo, dopo essersi alzata all'albeggiare ed aver passato ore ad impastare e cuocere, era quello di abbellire la piccola vetrinetta presente nella sua Bottega e riempirla fino all'inverosimile di bellissime Crostate, Torte di Riso, Amor Polenta, Torte di Noci e Colombine, tante Colombine che sembravano abbracciarsi l'un l'altra, perché sapevano che ben presto, sarebbero state separate con la vendita.

...."Ines, ma quando sarò grande potrò venire ad aiutarti? 

Quante volte ho fatto questa domanda e quante volte l'unica risposta ottenuta è stato il silenzio.


Lei aveva compreso, nonostante la mia  giovanissima età, quanto fosse grande il mio interesse per ciò che faceva.

Con il passare del tempo, lei invecchiava ed io crescevo, ma la mia domanda era sempre la stessa. 
Un giorno, inaspettatamente, la risposta arrivò ed allora mi fece indossare un suo grembiule e mi disse:

....."Ti insegnerò a fare una Torta speciale, fanne buon uso di questa ricetta"..... 


Pesammo la farina, contammo le uova nel cestino, prese il burro dal frigorifero (quello buono del Fattore) e mi preparò tutto sul tavolo e seguendo le sue istruzioni affondai con gioia mani e gomiti in quell'impasto .....che soddisfazione!!! 


Con la nonna non potevo mai farlo....


Ci volle tanta della sua pazienza per ripulire tutto ma alla fine, stanca morta, la Torta fu messa nel forno e, quando iniziai a sentirne il profumo, compresi che quello sarebbe stato il mio lavoro per sempre ....che brutti scherzi gioca la fanciullezza.....


Lei c'è ancora, almeno nel cuore di chi ha potuto conoscerla, ed insieme a lei quello che resta della sua Bottega, una piccola porzione di quel muretto in pietra dove da piccoli molti noi bambini sedevamo, nell'attesa di gustare uno dei suoi dolcetti.


Le cose con il passare del tempo sono cambiate, adesso al posto della sua Bottega c'è un ufficio postale e quei meravigliosi profumi non si sentono più, ma sono certa che nei ricordi di molti di quei bambini oramai cresciuti, quegli stessi profumi sono rimasti immutati.


Oggi vi lascio questa sua ricetta, una delle tante che  fortunatamente io conosco, fatene buon uso, proprio come faceva Lei ...... 


Lo Scrigno di Mele e Uvetta 
della Ines


Ingredienti per uno stampo del diametro di cm. 26.

Per la Pasta dolce:
- g 300 di farina di frumento di tipo debole 
- g 120 di burro di ottima qualità (per me Corman)
- g 100 di zucchero semolato
- g   10 di Baking
- n     1 uovo di tipo medio
- g     1 di sale
- n     1 limone (grattugiare la metà della sua scorza)
- n     1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Per la farcia:
- kg   1 di mele renette 
-  g  40 di zucchero semolato
-  g  40 di uvetta sultanina ammollata e poi asciugata bene
-  1/4 limone - soltanto il succo
-  3    cucchiai di liquore Calvados
-  g  10 di burro di ottima qualità (per me Corman)
-  2-3 biscotti secchi sbriciolati grossolanamente (io Pasta frolla Home Made)

I due composti dovranno essere preparati con 10-12 ore di anticipo.

Preparazione della Pasta dolce: 
In un contenitore versate la scorza grattugiata del limone, l'estratto di vaniglia, il sale, lo zucchero semolato ed il burro a cubetti (estraetelo dal frigorifero 30 minuti prima del suo utilizzo).
Amalgamate il tutto con una forchetta sino ad ottenere un composto omogeneo, unitevi quindi l'uovo leggermente sbattuto e per ultima la farina precedentemente setacciata con il Baking.

Formate una palla con il composto, appiattitela sino ad ottenere un disco dello spessore di 3 cm, incartatela con pellicola alimentare e ponetela in frigorifero per 10-12 ore.
Il giorno successivo estraetela dal frigorifero circa 30 minuti prima del suo utilizzo. 


Per la preparazione della farcia:

Sbucciate le mele e riducetele a spicchi che taglierete successivamente a fettine dello spessore di 5 mm.
Versatele all'interno di una casseruola nella quale avrete fatto sciogliere a fuoco dolce il burro, unitevi lo zucchero previsto, l'uvetta, il succo di limone e non appena questo sarà evaporato unite il liquore Calvados.

Il tempo di cottura di questo composto non deve superare i dieci minuti in quanto le mele non devono sfaldarsi.

Togliere dal fuoco, fate raffreddare il tutto e riponete quindi fino al giorno successivo, in un contenitore chiuso che posizionerete in frigorifero fino a 30 minuti prima del suo utilizzo.

Il giorno successivo stendere due terzi del peso della pasta dolce sino a formare un cerchio del diametro di circa 32 cm, che posizionerete all'interno di uno stampo preventivamente imburrato e spolverato con pochissima farina di riso.

Bucherellate con l'aiuto di una forchetta il fondo di pasta dolce (senza esagerare), distribuitevi sopra i biscotti sbriciolati e create uno strato uniforme con il composto di mele.

Adesso dovrete stendere la pasta dolce residua formando un cerchio del diametro corrispondente allo stampo utilizzato e cioè cm. 26, adagiatelo con l'ausilio del matterello sul ripieno e con i polpastrelli pressate bene il bordo in modo da farlo aderire bene.


Con l'aiuto di un coltellino affilato create come da immagini fotografiche dei tagli a raggiera equidistanti senza arrivare al centro, questo consentirà la fuoriuscita del vapore durante la cottura e vi permetterà di ottenere una cottura impeccabile del prodotto.

Spennellate il tutto con poco latte freddo ed introducete in forno a 190° C (non ventilato) per circa 40-45 minuti e comunque sino a doratura del prodotto.

Una volta cotta attendete che la torta sia ben fredda prima di estrarla dallo stampo, dopodiché decoratela a piacere, straordinaria anche e soltanto lucidata con gelatina neutra.

E' un dolce che se ben eseguito, accompagna con infinita eleganza anche colazioni importanti, predisposto in piccole monoporzioni, accompagnato da una crema inglese ed una leggera spolverata di cannella.

Ottimo a colazione, straordinario servito insieme a dell'ottimo gelato alla Vaniglia.

Decidete voi......



Un affettuoso saluto a tutti, 
a presto




giovedì 13 novembre 2014

Torta di Mele = Apple Cake = Comfort Food



DAL TRENTINO ALTO ADIGE
CON AMORE


Ci sono occasioni rare nella vita, in cui credi che il destino si stia facendo beffe dei tuoi sentimenti.
Occasioni in cui ti guardi intorno come a dire: 

"Ma ce l'hai proprio con me, non è che ti sei sbagliato?"

E ti rendi conto che, chi ti sta sfiorando la mano con fare leggero ed affettuoso, altri non è che l'Amicizia.

Che parolona grossa!!!

E ti accorgi che il veloce scorrere del tempo, lo scambio di telefonate e di tante mail, (eh sì, adesso usa così!) il costruire un passo alla volta quel dialogo che ti è sempre mancato nella vita, dove il rifugiarsi tra parole amiche, di quelle che mai hai avuto il tempo e la fortuna di poter coltivare, adesso sono lì  davanti ai tuoi occhi e le ascolti con le tue orecchie.

E tu sei sempre più incredula, ma è mai possibile che sia toccato proprio a te?

Ed è proprio con fare incredulo che accogli nel tuo cuore questa folata d'aria nuova, frizzante  e leggera, che ti riporta indietro nel tempo, che sa di risate argentine, di una infanzia semplice fatta di piccole cose, di quei pochi giochi in compagnia di coetanei e di merende condivise, perché di quelle si trattava, soltanto di semplici merende.


E quel cestino colmo di mele, che dal Trentino Alto Adige sono arrivate in dono, portate con tanto affetto da esili mani, non potevano che  finire degnamente in uno di quei dolci che sanno di Famiglia, di riunioni domenicali, di una fetta di troppo presa di nascosto e condivisa con l'amica del cuore, perché di Lei si tratta, di un'amica e del suo gran Cuore.....


Oggi sono felice, è già passato un anno, la nostra amicizia sta crescendo, è subentrata la stima, l'affetto e chissà cos'altro accadrà nel futuro, ma per il momento voglio condividere con te, cara amica mia, una fetta di questa Torta di Mele, perché voglio che tu sappia che un giorno, di circa un anno fa, quando hai chiesto che mi sedessi accanto a te, hai aperto una porta nei miei sentimenti che era rimasta chiusa per tanto tempo, troppo e di questo non saprò mai ringraziarti abbastanza.


Torta di Mele = Apple Cake = Comfort  Food




Ricetta ed ingredienti per una torta del diametro di cm. 26

- n.     6  Mele Royal Gala (o una tipologia a vostra scelta)
- g. 180  Farina tipo Debole - 10% proteine (io "00" Molino Bardazzi di Vaiano)
- g.   70  Farina di frumento integrale (io Farina Integrale  macinata a pietra naturale del Molino Bardazzi di Vaiano)
- g. 130   burro di qualità a temperatura ambiente (io Corman)
- g. 160   zucchero grezzo di canna chiaro (tipo fine o "Cassonade")
- n.    3   uova di tipo medio
- g. 160  latte fresco intero alta qualità
- n.     1   limone biologico (scorza grattugiata e succo)
- n. 1/2   Bacca di Vaniglia Bourbon (i semini al suo interno)
- g.   1    sale fine
- g.  10   Baking
- g. 20  Pinoli (per chi li trovasse sono ottimi quelli di San Rossore)

Procedimento:
Iniziate con lo sbucciare e detorsolare le mele, dividete poi ciascun frutto in 8 spicchi.
Con l'aiuto del coltello praticate su ventiquattro spicchi delle incisioni a fisarmonica lasciando però intatta la base.

Questo procedimento non ha soltanto uno scopo puramente estetico ma consente una cottura omogenea del frutto stesso in tempi moderatamente limitati, garantendo così una polpa ben cotta ed al morso ancora consistente (cosa piacevolissima con la frutta).

Riducete i rimanenti spicchi in pezzi non troppo piccoli diciamo approssimativamente 2 cm di spessore.

Irrorate la frutta così tagliata con il succo di limone mischiandola accuratamente, questo garantirà che non si ossidi e che non scurisca, oltre a rilasciare un piacevolissimo gusto e profumo in cottura.

In un'altra ciotola capiente lavorate con le fruste elettriche il burro con il sale, quando risulterà spumoso aggiungete lo zucchero di canna chiaro e continuate a mischiare fino a che non ne vedrete più i granelli. 

Unite la scorza grattugiata del limone, i semini della vaniglia ed un uovo alla volta, non inserendo il successivo fino a che il precedente non è stato ben inglobato.

Setacciate accuratamente le farine con il Baking ed unitele un terzo alla volta nel composto, alternandole al latte.
Ne risulterà un composto arioso e cremoso.
Aggiungete ora le mele cubettate facendo in modo che si rivestano bene di impasto, versate quindi il tutto nella teglia precedentemente imburrata ed infarinata con poca farina di riso mischiata ad un cucchiaio di zucchero di canna chiaro.

Livellate bene il tutto e disponete gli spicchi di mela come da foto, vi ricordo di non premere eccessivamente perché l'impasto in cottura aumenterà il suo volume e le mele potrebbero scomparire e ne perderete la loro semplice bellezza.
Dopodiché, distribuite i pinoli e cospargete poco zucchero semolato soltanto sugli spicchi di mela, che in cottura creerà una crosticina sottile e croccante.

E adesso mettete nel forno già caldo, ad una temperatura di 180° C (no ventilato) per un tempo indicativo di 40-50 minuti.
Con il mio forno le torte di mele di questa tipologia, necessitano di un tempo di cottura che è sempre di 50 minuti, se notate dopo i primi 30 minuti il dolce scurisce troppo, copritelo con carta da forno sino al completamento della cottura stessa.

Una volta cotto, estraete il dolce dal forno ed attendete 10 -15 minuti prima di estrarlo con cautela dallo stampo, posizionatelo quindi su una griglia fino al suo totale raffreddamento.
Consiglio caldamente di gustare questa torta almeno 12 ore dopo la sua preparazione in quanto lo zucchero di canna, unitamente ad aromi come il limone e la vaniglia, vi consentirà di gustare un dolce straordinariamente profumato e gustoso.

Se siete MOLTO GOLOSI, accompagnate una fetta di questo dolce con della panna fresca semi montata  e ..... buona degustazione.




Un piccolo pensiero ad un'amica preziosa


Ciascuno di noi è un angelo con una sola ala,
e noi possiamo volare solo abbracciandone un'altro.

We are each of us angels with only one wing, 
and we can only fly by embracing one another.

(Luciano De Crescenzo)


Questo omaggio sia la testimonianza 
di una stima  che va oltre l'amicizia.

Grazie Elisabetta





martedì 21 ottobre 2014

Torta Tedesca alle Prugne ovvero la Pflaumenkuchen


Un dolce e delicato arrivederci......



Da quando ho iniziato per la prima volta a preparare confetture home made, è passato tanto tempo, ancora oggi ricordo con soddisfazione la mia prima produzione:

 "Confettura di Albicocche profumata alla Vaniglia Tahiti".

Lo stupore provato e l'acquisita consapevolezza di quanto potevano essere grandi e variegate le mie future produzioni, nonché il grande salto di qualità a cui sottoponevo le mie papille gustative, furono per me sbalorditivi.
   
Eppure la semplice unione di pochi, persino elementari ingredienti, ha la capacità di catturare e conservare  per le stagioni future, tutto un insieme di profumi e consistenze che sono date soprattutto da frutta e verdure di straordinaria qualità, raccolte nel loro naturale periodo di produzione e maturazione.

Eh sì! Non mi sono fermata alle confetture di vario tipo.

C'è il periodo della frutta da essiccare, da candire, da mettere sotto sciroppo o trasformare in confettura, c'è il periodo della mostarda senapata, quello per le gelatine, per non parlare poi di quelle straordinarie giardiniere di verdure selezionate che ben accompagnano eleganti e confortanti "Bolliti misti" durante gli inverni più rigidi.

Ed in questo lungo elenco di prelibatezze conservate, molte sono le cose che mancano all'appello, perché preparate ad anni alterni, in funzione degli sfizi da assecondare o delle nuove ricette da testare.

Insomma è tutto un andirivieni di pentole che straboccano di frutta o verdure, densi sciroppi di zucchero e miele, oppure salamoie in attesa di sapienti e gustosi condimenti successivi.

D'altra parte, se tutti noi attingessimo ai cassetti della nostra memoria e ricordassimo che una volta, non molto tempo fa, tutto ciò era una consuetudine nelle famiglie, che le nostre nonne e le nostre mamme avevano la oculata abitudine di conservare con fare sapiente tutte quelle straordinarie materie prime per poi farcele gustare durante tutto l'anno con grande soddisfazione.

Voi mi direte cosa c'entra tutto ciò con la ricetta che ho deciso di regalarvi?

C'entra, c'entra.......


L'ultimo tipo di frutta che è presente sul mercato a ricordarci la fine della bella stagione è la prugna, quella scura dalla forma ovale, soda e compatta al morso e giustamente zuccherina.

Ebbene, io la adoro!!!!

Mi piace gustata al naturale, mi piace essiccata da abbinare a succulenti arrosti o più tradizionali ma sfiziosi stracotti, oppure divisa a metà e farcita con del formaggio erborinato per servirla come entrée ad una colazione importante, oppure sempre divisa a metà e farcita con una deliziosa crema a base di mascarpone......

Mi piace sciroppata e mi piace soprattutto fresca in due specifici dolci della straordinaria tradizione Tedesca.

Purtroppo è presente nei negozi per un periodo relativamente breve e quindi se voglio gustarla in determinate preparazioni, dolci o salate che siano, per tutto il resto dell'anno, devo organizzarmi e provvedere in tal merito.


Ne ho così fatto un congruo acquisto ed ho provveduto a far confetture e frutti sciroppati, alcune sono riuscita anche ad essiccarle, ma quelle che erano rimaste oltre ad essermele pappate fresche o nello yogurt, sono ahimè per loro, finite in dolci prelibatezze da gustare a fine pasto e perché no, in splendide colazioni mattutine.

Questo dolce, l'ho assaggiato la prima volta tanti anni fa, eseguito da una simpaticissima vicina di casa, una gentile signora di origine Tedesca, in Italia per amore e cuoca strepitosa, che mi ha fatto conoscere ricette straordinarie della sua famiglia, tramandate da generazioni.

Mi sono talmente innamorata di questo dolce che da allora, ogni anno da fine agosto a tutto settembre, quando è il momento delle prugne, non deve assolutamente mancare.

Se siete veloci ne troverete ancora sui banchi del mercato dal vostro ortolano di fiducia e mi rammenterete ad ogni morso, ne sono certa, perché è una vera prelibatezza.

Io ho iniziato le mie giornate con il sorriso, grazie ad una fetta di questa piacevolissima torta, ora tocca a voi........  

Torta Tedesca alle Prugne
ovvero la
Pflaumenkuchen
Per una torta il cui stampo dovrà essere del diametro di cm. 26 possibilmente del tipo con cerchio sganciabile.

Per l'impasto di base occorre:
- 130 g. di farina di frumento di Tipo Debole (io la "00" del Molino Bardazzi)
-  20 g. di nocciole ridotte in farina
- 130 g. di burro di qualità (io Corman)
- 120 g. di uova pesate senza guscio
-    5 g. di Baking
- 125 g. di zucchero semolato
-  30 g. di latte intero
-  1/2 bacca di Vaniglia Bourbon (i semini al suo interno)
-   1 g. di sale

Per la farcitura:
- q.b. di Prugne scure ovali, accuratamente lavate e asciugate e poi divise in 4 spicchi. 

Sono sincera, non le ho mai pesate perché di solito ne acquisto tante proprio per averne a sufficienza per ricoprire l'impasto, creando cerchi concentrici.
Dovrete mettere ciascuno spicchio con la polpa tagliata rivolta verso l'alto e ad una distanza l'uno dall'altro di circa 1 cm, proprio per non sovraccaricare l'impasto sottostante di un peso che non sarebbe in grado di sostenere e per evitare che affondino troppo.

Per lo Streusel:
- 160 g. di farina di frumento di Tipo Debole (io la "00" del Molino Bardazzi)
- 1/3 di cucchiaino di cannella in polvere
- 110 g. di zucchero semolato
- 100 g. di burro freddo di qualità (io Corman)

Preparazione dello Streusel:
In una ciotola versate la farina setacciata con la cannella, lo zucchero e miscelate con cura, dopodiché unite il burro freddo a dadini e con le mani miscelate in modo grossolano il composto sino creare delle briciole di varie dimensioni.
Mettete il tutto, ben coperto, in frigorifero sino al momento della guarnizione finale.
  
Preparazione dell'impasto base:
Nella ciotola della planetaria versare il burro estratto dal frigorifero un'ora prima, unirvi il sale e con le fruste iniziare la lavorazione.
Quando il burro avrà assunto un colore più chiaro ed una consistenza spumosa, allora e soltanto allora, unite lo zucchero ed i semini della bacca di vaniglia e continuate la lavorazione sino a che i granelli non si vedranno più.

A questo punto versate nel composto la quantità di uova prevista mettendone un terzo alla volta, non inserendo la quantità successiva sino a che la precedente non è ben distribuita.

Il composto dovrà risultare molto soffice.

Adesso unite poco alla volta, la farina setacciata con il Baking e le nocciole ridotte in polvere, alternando il tutto con il latte previsto in ricetta.

Con l'aiuto di una spatola cercate di distribuire questo composto in modo omogeneo all'interno del vostro stampo, preventivamente imburrato ed infarinato. (Io utilizzo uno Spray staccante della Cresco molto utile, infatti non occorre neanche infarinare lo stampo)

Distribuite ora sull'impasto le prugne formando cerchi concentrici.
Estraete dal frigorifero lo Streusel e distribuitelo in modo uniforme sulla frutta.

E via in forno, già caldo, ad una temperatura di 180°C (no ventilato) per circa 40-50 minuti.
Se avete l'impressione che tenda a scurirsi troppo superficialmente, copritelo dopo i primi 30 minuti con della carta stagnola.

Con il mio forno il tempo di cottura è sempre di 50 minuti, ma voi come sempre, verificate con uno stecchino di legno.

Una volta cotto, fate raffreddare il dolce per almeno dieci minuti prima di estrarlo dallo stampo, dopodiché posizionatelo su di una griglia sino al raffreddamento completo.
Se gradito, potete spolverare il dolce con zucchero a velo.

E' un dolce ottimo se gustato tiepido, accompagnato da una quenelle di panna semimontata e non dolcificata oppure, fresco di frigorifero e servito insieme ad una pallina di gelato alla Vaniglia, straordinariamente elegante se ne adagiate una fetta su della Crema Inglese.

Decidete voi, alla prossima.......



L’estate è finita

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.

Emily Dickinson