sabato 25 aprile 2015

Un evergreen


Il sole e la Primavera, 
tutto in una Torta


La Pasticceria è un'Arte alla quale devo molto in termini di studio e conoscenza delle materie prime, gusto,  passione, amore per le cose ben eseguite.

Per la minuziosa attenzione ai dettagli, che sempre fanno la differenza, al rigore nelle grammature e nelle metodiche di esecuzione, che sono tassativamente da applicarsi al fine di ottenere risultati costanti ma, soprattutto, qualitativamente elevati.

Perché la Pasticceria è eleganza, è anche armonia ed architettura della bellezza, è una vera e propria Arte, che nulla lascia al caso, una delle sue prerogative è il gusto che nasce soltanto dalla sapiente unione di prodotti di straordinaria qualità, perché è lì che possiamo fare la differenza tra un prodotto dal sapore e dall'aspetto mediocre ed uno invece che ti abbaglia per la straordinaria bellezza e la ineccepibile bontà.......

Perché di un dolce, qualunque esso sia, siamo capaci di ricordare, anche a distanza di anni, persino la consistenza o la sua voluttuosità.


E lui resta lì, nei cassetti della nostra memoria per sempre, sino a quando il caso e soltanto il puro caso, ti chiede di riaprire quel cassetto rimasto chiuso per tanto tempo e quando ciò accade, molto spesso, riaffiorano ricordi nostalgici, a volte felici, altre un po' meno .....ma anche in quei frangenti, lui è lì a consolarti dolcemente e lievemente, come soltanto un dolce ricordo può e sa fare.....

Della propria vita passata "Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi", così scriveva Cesare Pavese, ed aveva ragione.

Questa Torta, mi riporta ad uno di quei tanti attimi felici della mia infanzia, che ancora oggi a distanza di tanti anni, sanno consolare e riempire, in parte, quei vuoti incolmabili, lasciati da chi non c'è più.


Perché nel ricordare soltanto il bello e ciò che si è condiviso, tutto diventa più luminoso ed il tiepido sole della Primavere torna irruente a far spazio nel nostro cuore..... 

E quindi, quella che segue non è soltanto una ricetta, bensì una parte felice del mio passato, che oggi regalo a voi perché possa contribuire a lasciare nei vostri cuori e nel vostro palato, un ricordo indelebile.

Della mia "Nina", la sua "Torta di Primavera",


ovvero la sua....

"TORTA MIMOSA"


Ingredienti per una torta del diametro di cm. 28

Pan di Spagna con montata a freddo:
-     6 uova di tipo medio (circa g 300-320 sgusciate)
- 200 g di zucchero semolato finissimo 
- 180 g di Farina di Frumento di tipo Debole  (io Farina "0" GranPrato Molino Bardazzi di Vaiano)
-   60 g di Amido di Frumento
-  10 g di miele d'arancio
-    1 g di sale

Vi occorrerà uno stampo del diametro di cm. 26 debitamente imburrato ed infarinato.
Iniziate montando i tuorli (mi raccomando che non siano freddi di frigorifero) con  150 g di zucchero presi dal totale ai quali aggiungerete il miele. 
Il composto dovrà essere ben montato e divenire molto chiaro e lo zucchero sarà completamente sciolto.

A parte avrete montato gli albumi a neve con un pizzico di sale e quando saranno divenuti compatti aggiungetevi i residui 50 g di zucchero e montate sino ad ottenere una meringa lucida, tenete poi da una parte.

Alla montata di tuorli unite le polveri precedentemente setacciate per due volte, unendone 1/3 alla volta e cercando di non smontare eccessivamente il composto.
A questo punto con l'aiuto di un mestolo di legno unite gli albumi montati, con movimenti dal basso verso l'alto, per non compromettere la spumosità e la leggerezza della montata ottenuta.

Versate il composto nello stampo e con cautela livellatelo con una spatola al fine di uniformare lo spessore.
Infornate a 170° C per circa 30 minuti. Non aprite mai il forno prima che siano decorsi i trenta minuti, pena l'afflosciamento del Pan di Spagna e per verificare la cottura utilizzate il classico stecchino infilato al centro della torta, se esce pulito ed asciutto la cottura sarà perfetta.

Mi raccomando: ognuno di voi conosce bene il proprio forno e quindi verificate le temperature e le cotture eseguite.

Per quanto mi riguarda sia i gradi che le tempistiche, con questa ricetta sono sempre questi.

Crema Pasticcera ricca:
- 100 g di latte intero di alta qualità
- 100 g di panna liquida freschissima
-   60 g di tuorli d'uovo (circa 3)
-   60 g di zucchero semolato
-   20 g di amido di mais
-   1/3 di una bacca di Vaniglia Bourbon (i semini al suo interno)

Unite in una casseruola di acciaio il latte, la panna ed i semini della bacca di vaniglia, portate il tutto alla temperatura di 80° C.

Lavorate in una ciotola con una frusta a mano i tuorli con lo zucchero semolato, senza montare, aggiungetevi l'amido di mais e mescolate nuovamente.

Versate quindi la miscela di latte e panna caldi a filo sui tuorli e continuate a mescolare con la frusta, riversate quindi il tutto nella casseruola dove avete scaldato i liquidi e girando continuamente portate ad addensamento.

A cottura avvenuta fate raffreddate bene la crema e copritela.

Per la Bagna al Cointreau:
- 100 ml di acqua
- 50 g di zucchero semolato 
- 30 g di liquore Cointreau

In una piccola casseruola unite l'acqua e lo zucchero, mettete sul fuoco e portate al bollore mescolando bene affinché lo zucchero si sciolga completamente.
Effettuato questo fate raffreddare bene il tutto e soltanto allora unite il Cointreau. Coprite fino al suo utilizzo.

Inoltre vi occorreranno:
- 400 g di panna liquida freschissima 
-   25 g di zucchero a velo

Montate la panna ben fredda ed unitevi lo zucchero a velo, dopodiché miscelatela alla Crema Pasticcera Ricca, cercando di non smontare il composto così creato. Tenete il tutto in frigorifero ben coperto fino al momento dell'assemblaggio del dolce. 

Nonché:
- 100 g di pesche o albicocche sciroppate ben sgocciolate e tagliate a cubetti di 1 cm.
Ulteriore zucchero a velo e poco cacao amaro per la finitura.

Montaggio del dolce:
Tagliate il Pan di Spagna in tre dischi di uguale spessore e posizionate il primo (cioè la base stessa della torta) sul piatto di portata da voi scelto e, con un pennello, inumidite con la Bagna profumata, dopodiché versate 1/3 del composto di crema-panna preparato in precedenza, livellatelo con cura e distribuitevi sopra le pesche o albicocche sciroppate cubettate.

Sovrapponete ora sulla farcia, il disco rappresentato dalla parte superiore del Pan di Spagna, capovolgendolo e cioè, portando la parte gialla in alto, inumidite anche questo con la Bagna profumata e ricoprite tutta la torta con tutto il composto crema/panna rimasto, badando bene di creare lo stesso spessore di prodotto non soltanto sulla parte superiore ma anche su tutta la fascia esterna del dolce.

Adesso con un po' di pazienza dovrete cubettare tutto quel disco centrale di Pan di Spagna che era rimasto da una parte e con  esso, con estrema delicatezza dovrete ricoprire (come da fotografie sopra) tutta la farcia.  

Adesso il dolce dovrà essere riposto in frigorifero per 6-8 ore coperto delicatamente con della carta stagnola, al fine di non far asciugare eccessivamente i cubetti di Pan di Spagna.

Al momento del servizio e della degustazione del dolce spolverate lo stesso con lo zucchero a velo e se desiderate anche con del cacao amaro.

E dopo?

Non vi resta che affondare un coltello in cotanta voluttuosità e, forchettina alla mano, deliziare il vostro palato e dopo, tutto il resto resterà impresso nella vostra memoria per sempre e nascerà così un .....dolce ricordo!!


 La vita non è quella che si è vissuta, 
ma quella che si ricorda 
e come la si ricorda per raccontarla.


(Gabriel Garcia Marquez)






sabato 11 aprile 2015

Pere e Cioccolato in Crosta e.....


.......addio Colomba!!



Lo avevo deciso lo scorso anno, a Pasqua niente Colomba!

So che quello che sto per dire, farà inorridire chi si è prodigato a rinfrescare Lieviti, a candire magnifiche scorze di arancia, a preparare in casa profumatissime glasse ma ....non ne potevo proprio più.

Frequentando Corsi professionalizzanti con una certa consuetudine, di solito io produco e mangio Lievitati di questa tipologia con diversi mesi di anticipo e così, quando dovrebbe essere il loro turno stagionale, io ne sono già satura.

Ed allora, per rispettare le tradizioni familiari che hanno sempre cercato di accontentare anche chi i Lievitati da ricorrenza proprio non li può vedere, anche per quest'anno ho attinto ai ricordi della mia infanzia, ed ho rispolverato la ricetta di un dolce che sulla tavola delle Festività, a casa di mia zia non mancava mai.


Burrosa e ricca pasta frolla, pere (all'epoca del suo frutteto), straordinario cioccolato fondente, una crosta preziosa e croccante arricchita di mandorle a lamelle ed una leggera spolverata di zucchero a velo profumato con una straordinaria bacca di Vaniglia Tahiti......

 ....credo che la Colomba non si offenderà!!!


PERE E CIOCCOLATO
 IN CROSTA


Ingredienti per una torta del diametro di cm 26

Per il guscio croccante di Pasta Frolla:
- 270 g di farina di frumento tipo debole W180 proteine 9% (per me la "00" del Molino Bardazzi di Vaiano)
-  30 g mandorle bianche ridotte in polvere con 10 g di zucchero  a velo presi dal totale
- 150 g di zucchero a velo profumato con bacche di Vaniglia Thaiti
- 100 g di burro di qualità  (per me CORMAN)
-   60 g di uova intere (1 di tipo medio)
-     2 g di sale 
-   5 g di Baking (mia zia ha sempre fatto così ed io, per questa torta, faccio come lei)
-  la scorza grattugiata di 1/2 limone biologico

Per la Farcia:
- 140 g di cioccolato Fondente al 70% di cacao (io ho utilizzato Valrhona - Tin of Guanaja, 70% )
-     50 g di latte intero di alta qualità
-      3 pere Williams giustamente mature
-   50 g di mandorle a lamelle
-     6 biscotti secchi tipo frolla sbriciolati grossolanamente



Preparazione:
Iniziamo con la Pasta frolla che dovrà riposare in frigorifero per 12 ore.
In una ciotola versate la farina di frumento setacciata con il Baking, lo zucchero a velo e le mandorle ridotte in polvere con lo zucchero previsto, il sale e tutto il burro freddo di frigorifero e tagliato a cubetti. 

Aiutandovi con le mani sabbiate il composto e quando le polveri avranno inglobato tutto il burro unite l'uovo leggermente sbattuto e la scorza grattugiata di limone.

Formate velocemente un panetto che peserete e dividerete in due parti diseguali (2/3 del peso complessivo serviranno per il guscio di frolla ed il rimanente 1/3 dovrà essere grattugiato sopra la farcia della torta stessa prima dell'infornata).

Arrotondate ed appiattite entrambi i composti formando due dischi dello spessore di 3 cm, coprite completamente con carta di alluminio e posizionate in frigorifero per 12 ore.

Un'ora prima di cuocere la vostra torta, estraete dal frigorifero la porzione di frolla più grande e mentre aspettate che il composto diventi più malleabile predisponete per la farcia.

Scaldate il latte senza farlo bollire.
Tritate grossolanamente al coltello il cioccolato fondente e mettetelo in una ciotola, versatevi sopra il latte caldo e con l'aiuto di un cucchiaio fate in modo che si sciolga bene il tutto ottenendo un composto lucido e cremoso, coprite fino al suo utilizzo.

Sbucciate e tagliate a fettine spesse 1 cm le pere e coprite affinché non scuriscano.

Adesso con l'aiuto di un matterello stendete ad uno spessore di 3 - 4 mm il disco di frolla più grande e posizionatelo all'interno dello stampo precedentemente ricoperto di carta da forno, cercando di creare un bordo alto 3 cm.
Rifilate con cura il bordo con un coltello per  ottenere un risultato più pulito.

A questo punto bucherellate con una forchetta in più punti il fondo della crostata e cospargevi sopra i biscotti sbriciolati.
Disponete con cura metà delle pere e con l'aiuto di un cucchiaio distribuite a chiazze anche la metà del cioccolato precedentemente fuso, ricoprite con le pere rimaste ed il resto del cioccolato fuso, sempre a chiazze.

Estraete dal frigorifero il panetto di frolla rimasto.
Distribuite uniformemente le mandorle a lamelle sulla farcia e con l'ausilio di una grattugia a fori larghi, grattugiatevi sopra la frolla, cercando di distribuirla in modo omogeneo.

Adesso non vi resta che cuocere in forno già caldo ad una temperatura di 180° C (forno statico) per circa 40 minuti, posizionando la teglia a metà altezza.

Il colore del prodotto finito deve essere come da fotografia sottostante.
Una volta cotto, estraete il vostro dolce dal forno e lasciatelo nello stampo sino al suo completo raffreddamento.

Consiglio caldamente di resistere alla tentazione di assaggiarlo, perché con 6-8 ore di riposo il dolce affinerà tutti i suoi aromi e gli ingredienti in esso contenuti vi concederanno un prodotto magnifico, particolarmente elegante se servito con panna leggermente montata e poco dolcificata. 



Buona degustazione
ed un saluto dal "Chicco"




lunedì 30 marzo 2015

I Grani Antichi della provincia di Parma



INTRECCIO DI PANE 



Cos'è che accomuna piccoli e grandi capolavori del gusto se non una magia, il "Lievito", spaziando da una modesta ma straordinaria Focaccia ad un più blasonato Panettone.

Entrambi nel forno, modificano lentamente il loro aspetto iniziale ed assumendo la loro connotazione definitiva, ci regalano sensazioni al palato semplicemente straordinarie.


Se pensiamo che la elementare ma sapiente unione di ingredienti comuni come una buona farina, acqua, sale, olio extra vergine d'oliva e poco lievito, magari di tipo Naturale, sono in grado di donarci straordinari risultati in termini di qualità e di soddisfazione personale, per chi come me ha deciso tanto tempo fa di autoprodurre quasi tutto ciò che consuma, allora ecco che dobbiamo associare il "Lievito", al buon sapore della pazienza ritrovata.....


Perché lui ha bisogno di tempo, affinché tutte le sue proprietà strutturali e organolettiche, siano in grado di conferire al prodotto finito tutto quello che sarà in grado di classificarlo, all'interno dei cassetti della nostra memoria olfattiva e visiva, come qualcosa di sensazionale e straordinariamente buono.

In un mondo che va sempre più di fretta, la pacatezza dell'attesa e la calma sono virtù sempre più rare e di cui invece dovremmo fare tesoro, ma è una gioia poterle ritrovare nelle nostre cucine, soprattutto perché  i risultati che ne conseguono ripagano ampiamente i nostri sensi.

Perché, mentre il Pane cuoce, il nostro olfatto si inebria di quel profumo di farina tostata e di quella naturale dolcezza del lievito che con la cottura si spande nell'aria, che divengono per noi una grande consolazione.

E poi non ci resta che dare spazio al tatto ed al gusto che accoglieranno il frutto del nostro impegno e  della nostra passione.


E quando anche l'udito percepirà lo scricchiolio del pane ben cotto che viene spezzato, ecco, allora e soltanto allora, avremo compreso appieno, che quel tanto studiare, quel tanto cercare la qualità e quel ritrovare in noi stessi la pazienza, sono valsi veramente a qualcosa.

I lievitati per il "Chicco" sono tutto questo: pazienza, passione e condivisione, perché non c'è gioia più grande nel rendere partecipi le persone a cui teniamo, dei nostri traguardi, magari un po' bruciacchiati e qualche volta, con nostro dispiacere, ampiamente lontani da ciò che ci saremmo augurati di ottenere, ma pur sempre appaganti nel gusto.

In fondo, con un po' di Pazienza e magari prendendo spunto da chi è molto più bravo di noi, c'è sempre tempo per correggere i nostri errori.......


Intreccio di Pane
con Farina q.b. Miracolo
Molino Grassi


Questo Pane delizioso nasce dalla curiosità e dall'amore smisurato del "Chicco" per la Farina e da un gentilissimo regalo di un amico prezioso, anche lui appassionato di Lievitati.

Il risultato che ne è conseguito ha regalato in termini di profumi e consistenza, un Pane da gustare a tutto tondo e durante l'intero arco della giornata.

Ottimo con burro e composte di frutta, sensazionale per deliziosi Canapè, godurioso per fare una poco elegante "scarpetta" con i condimenti delle nostre pietanze, magnifico per un "French Toast" e semplicemente straordinario, anche da solo......

Adesso non vi resta altro che cimentarvi!!!

Per un pane del peso di circa 1200 g.


Innanzi tutto procediamo al rinfresco del nostro Lievito Naturale:

- g. 100 di Lievito Naturale (idratato al 50%)
- g. 100 di Farina di frumento Tipo 1 di grani antichi "qb Miracolo" Molino Grassi (prot. 12%)
-  g. 50 di acqua a temp. amb.

Impastare come di consueto, avvolgere a palla, incidere a croce e posizionare in un contenitore cilindrico (sarete così in grado di verificare ancora meglio l'avvenuta maturazione del lievito), coprite con pellicola alimentare e ponete a lievitare a 26/28 °C per circa 3 ore e 30. Il taglio deve aprirsi completamente e gli angoli dei tagli effettuati scompariranno.


Impasto:
- tutto il Rinfresco del Lievito Naturale
- g. 600 di Farina di frumento Tipo 1 di grani antichi "qb Miracolo" Molino Grassi (prot. 12%)
- g. 350 di acqua (59% sulla farina aggiunta)
- g.     2 di lievito compresso (0,3% sulla sola farina aggiunta)
- g.     6 di malto d'orzo (1% sulla sola farina aggiunta)
- g.     3 di sale (0,5% sulla sola farina aggiunta) chi lo desiderasse più sapido può arrivare sino al 2% da calcolarsi sulla sola farina aggiunta
- g.    25 di olio extra vergine d'oliva

Temperatura finale 25° C


Procedimento:
Impastate a mano o con la planetaria iniziando ad inserire la farina, il malto, il lievito compresso ed il lievito Naturale spezzettato manualmente e g. 300 di acqua presa dal totale.

A totale assorbimento dell'acqua, unite il sale previsto e continuate a miscelare a bassa velocità, unite a questo punto i residui 50 g. di acqua, poco alla volta e continuate ad impastare inserendo per ultimo l'olio extra vergine d'oliva a filo.
Continuate ad impastare sino ad ottenere un composto ben amalgamato e non appiccicoso.

Trasferite l'impasto sul piano di lavoro e senza esercitare una eccessiva pressione arrotondatelo e posizionatelo con la chiusura sotto all'interno di un contenitore spolverato di farina, coprite il tutto con un canovaccio umido e ponete a lievitare a 26° C per 1 ora.

Decorso il tempo rovesciate l'impasto sul piano di lavoro e suddividete in 6 porzioni di uguale peso, arrotondatele e posizionatele con la chiusura sotto sul tavolo di lavoro, coprite quindi con cellophane per 15 minuti.

Al termine del riposo procedete alla formatura della treccia, qui di seguito vi lascio il link di un Video Tutorial più efficace di molte parole:  (https://youtu.be/22p3wIHLupc ).


Adesso posizionate la treccia così formata direttamente sulla teglia di cottura ricoperta di carta da forno, con l'aiuto di un pennello ungete delicatamente tutto l'intreccio con olio extra vergine d'oliva e con l'ausilio di un setaccino spolverate tutto il pane con la stessa farina utilizzata per l'impasto.

Coprite il tutto con cellophane e ponete a lievitare a 26/28° C sino al raddoppio del suo volume.

A lievitazione ultimata cuocete la treccia per i primi 10 minuti a 240° C, dopodiché abbassate a 210° C e proseguite la cottura per altri 40-45 minuti.

Vi ricordo come sempre che ognuno di voi conosce bene il proprio forno e quindi verificate al tatto ed alla vista l'avvenuta cottura.


Una volta cotto, toglietelo dalla teglia ed appoggiatelo sulla griglia del forno spento e messo in fessura, fino al suo totale raffreddamento.

E dopo?

Ebbene dopo, non vi resta altro che assaggiare il sapore dei grani antichi e ......della vostra Pazienza.



Auguro a tutti voi serene Festività Pasquali
a presto il "Chicco"







inviato a: yeastspotting

sabato 21 marzo 2015

La Pasqua si avvicina e impastando si impara ......



....o almeno ci proviamo!


Siamo nel periodo che anticipa le festività Pasquali e come ogni bravo appassionato di lievitati che si rispetti, si torna a Scuola, ma alla GUSTAR di Pistoia, naturalmente.

Luogo di informazione e formazione per eccellenza in Toscana, dove sono tenuti costantemente Corsi magistrali di Pasticceria, Panificazione e ci si diletta con grande spirito di apprendimento anche in tante altre discipline come la Pizzeria, la Caffetteria, le Torte monumentali, la Cioccolateria, il Pastigliaggio, le Torte decorate, la Canditura, la Gelateria e tante altre, tutto altamente professionalizzante, luogo che accoglie, formandoli, futuri professionisti e gli appassionati come me.

E non sia mai che un ripasso sull'argomento venga perso, quando ad elargirlo con grande competenza è il Maestro Gastone Pegoraro, che per l'occasione è stato coadiuvato dall'insospettabile e preziosa presenza del Maestro Antonio Cipriani.

E così il 4 ed il 5 marzo sono tornata nuovamente in Aula, mani lavate e grembiule al posto, ad assistere a due splendide giornate di puro e costruttivo apprendimento per gli occhi e per il cuore di un appassionato come me, che ti riempiono di gioia nel vedere all'opera Maestri di questo calibro, straordinariamente BRAVI!!!


da destra il Maestro Gastone Pegoraro ed il Maestro Antonio Cipriani


Per quante volte io abbia già avuto il privilegio di poter presenziare e partecipare attivamente a questo tipo di Lezioni, il mio stupore è sempre grande e quando immancabilmente i Corsi volgono al termine mi rendo conto di aver appreso sempre qualcosa di nuovo, che mi era sfuggito .....e questa è la dimostrazione tangibile che con i Lievitati, qualunque essi siano, le variabili di cui tener conto sono tantissime e chi crede di saperla lunga a mio modesto avviso, pecca di presunzione.

Durante le due operose giornate (burrascose a causa del maltempo), nell'Aula si sono propagati effluvi di Lievito, Vaniglia del Madagascar, Scorze d'arancia candita e morbidissima e profumata Uvetta. 

E il burro? Vogliamo mettere il profumo di ottimo burro sapientemente incorporato negli impasti ......una vera e propria poesia per l'olfatto e gli occhi.......

Ed ora per chi mi segue con affetto, lascio alcune foto affinché siano di esempio per le vostre prossime produzioni, ma che soprattutto vi stimolino ad intraprendere straordinarie Lezioni, perché, come dico sempre ........non si finisce mai di imparare.


La grandezza di un bravo Professionista e Docente sta anche nell'umiltà che ha nell'unirsi ai propri allievi durante il lavoro, regalando quelle piccole perle di conoscenza che nessun libro acquistato sarà mai in grado di menzionare.....




Vederli all'opera è una vera e propria magia!

Osservarli timidamente al lavoro, mentre con estrema sicurezza domano un impasto dalla consistenza ricca e sgusciante al tatto. 


Con loro nulla è impossibile.......



Ricche, burrose e profumatissime Colombe hanno preso leggiadre il volo, mentre lo Speciale Panfrutto, impeccabile ricetta  del Maestro Pegoraro, si adagiava e compariva in tutta la sua magnificenza, negli strepitosi ed eleganti stampi in cartonato....





Che dire davanti ad un Lievitato di questa ineccepibile eleganza, quando anche la glassatura, timorosa di cotanta bontà, resta impeccabilmente al suo posto.....



E il Buccellato Lucchese di antica memoria?


Anche questo, assaggiato in più versioni, resta un prodotto straordinario da gustare tutto l'anno.

E poi è stata la volta della Focaccia Pisana e che dire ....anche in questo caso ci siamo doverosamente sacrificati assaggiandola ancora calda e ci ha trovato tutti d'accordo nel dire che è semplicemente sensazionale.  

Come dicevo all'inizio, queste due istruttive e dolcissime giornate ci hanno consentito di vedere all'opera Maestri straordinariamente bravi ed in questa particolare occasione, ho ritrovato con mio sommo piacere un grande Panificatore, del quale ho già avuto il piacere di parlarvi in questo post (http://ilchiccoelaspiga.blogspot.it/2014/04/il-pane-dal-gusto-antico.html) tempo addietro.


Credevo a suo tempo, e lo penso tuttora, di essere  stata estremamente fortunata di aver potuto conoscere e vedere al lavoro il Maestro Antonio Cipriani nel contesto di quella splendida manifestazione, ma questa volta la casualità mi ha concesso il privilegio di poterlo vedere all'opera, la gioia di poterlo ascoltare e di poter dialogare con Lui, su di un argomento che mi sta tanto a cuore "Il Pane".

Ebbene, cari signori con Lui si parla di Pane con la "P" maiuscola!!



Non soltanto ci ha dimostrato con parole e fatti la sua grande passione, ma ce ne ha dato uno straordinario esempio.


In questa irripetibile occasione, grazie a Lui, abbiamo avuto la dimostrazione di come chi è competente, è in grado di gestire anche prodotti mai testati prima ed ha quindi la grande capacità di ottenere strepitosi risultati al primo colpo.

Devo dire che il prodotto utilizzato durante queste due giornate di istruttivo lavoro non ha smentito lo straordinario valore produttivo di un'Azienda leader mondiale nel settore delle Farine di altissima qualità, la "Agugiaro & Figna", ed infatti il prodotto "Semina", una farina di Tipo "2" riccamente profumata di buon germe di grano, ci ha concesso di riscoprire il profumo avvolgente ed il colore caldo di due lievitati ricchi di fibre concedendoci la gioia di gustare, per l'occasione, una straordinaria Ciabatta ed una stupefante Focaccia in Pala alla Romana.



Credo che le immagini che seguono parlino da sole.....







Ho passato due giornate bellissime, mi auguro di poter ritrovare quanto prima il Maestro Antonio Cipriani e nel ringraziare sia lui che il Maestro Gastone Pegoraro per lo splendido ed istruttivo lavoro eseguito, già pregusto le prossime Lezioni che vertono su argomenti estremamente interessanti.....



A tutti voi un arrivederci
alla prossima!